Poesia
LA SPERANZA
La speranza è una virtù rara e forte,
con lei superi le difficoltà della sorte.
Quando a Pandora i mali fuggirono,
la speranza fu l’ultima a lasciare il vaso.
Mentre gli altri beni si disperdono,
la speranza rimane, e non si perde.
Lotta con noi per combattere il caso,
il suo colore è per sempre il verde.
Con lei siamo più fedeli e costanti,
e aiuta l’uomo a superare le prove più pesanti.
Grazie a lei si raggiunge ogni meta,
si superano gli ostacoli con la mente quieta.
Non scoraggiarti, se le cose vanno lente:
la speranza ti farà arrivare certamente.
Sai che ti dico? Accada quel che accada,
persino Gesù l’ha scelta come strada.
Secondo il mito greco, gli dei crearono Pandora, la prima donna, come dono per l’umanità. Zeus le affidò un vaso con l’ordine di non aprirlo mai. Ma Pandora, spinta dalla curiosità, lo aprì e da lì uscirono tutti i mali del mondo: malattie, sofferenze, guerre, inganni. Quando riuscì a richiuderlo, ormai era troppo tardi: solo la speranza era rimasta dentro. Da allora, accompagna l’umanità nei momenti difficili.
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Ecco il dialogo nato dalla poesia "La Speranza", in cui Pandora e Zeus si confrontano sulle conseguenze dell’apertura del vaso, mentre tra le ombre dei mali affiora la voce lieve e necessaria della Speranza.
Titolo: “Pandora e il Vaso Aperto”
Personaggi:
PANDORA – La prima donna, curiosa e colpevole, ma anche consapevole. Ha liberato i mali, e ora cerca un senso.
ZEUS – Il padre degli dèi. Potente, enigmatico. Dietro il castigo, nasconde una visione più ampia.
VOCI NEL VENTO – Una breve apparizione dei mali.
SPERANZA – Ultima a uscire dal vaso. Leggera, silenziosa. Non salva, ma non abbandona.
(Scena: una radura sospesa tra cielo e terra. Il vaso, ora vuoto, è ai piedi di Pandora. Intorno, un silenzio irreale.)
PANDORA
(con voce rotta, inginocchiata)
Non lo sento più.
Quel suono dentro... quel battito chiuso come un cuore serrato.
Adesso c’è solo vuoto.
Vuoto... e grida nel vento.
Perché?
Perché mi hai dato questo dono se sapevi?
ZEUS
(dall’alto, senza rabbia)
Perché tu aprissi.
Perché era il tuo destino.
PANDORA
(alzandosi con fatica)
Era una scatola. Era… perfetta.
Liscia, intagliata, dorata.
Sembrava un canto muto.
Non c’era scritto “pianto”, “fame”, “tortura” sul coperchio!
Hai nascosto dentro tutto, come un agguato.
ZEUS
Ho nascosto il mondo.
Il vero mondo.
Quello che non si vede finché non si rompe qualcosa.
PANDORA
Hai detto che ero un dono per gli uomini.
Ma io ero veleno vestito di luce!
ZEUS
Eri scelta.
La tua, non la mia.
PANDORA
(apre le braccia)
Sono usciti tutti!
Il Dolore… lo ho visto contorcersi e infilarsi nei fianchi delle madri.
La Fame si è attaccata ai bambini come una bocca senza fondo.
La Menzogna ha preso il volto dei padri.
L’Invidia ha guardato le sorelle con occhi di vetro.
E poi l’Odio, silenzioso come la ruggine.
La Guerra… oh, la Guerra rideva.
Ha preso i tamburi e ha insegnato agli uomini a marciare.
ZEUS
E non hai fatto nulla per fermarli.
PANDORA
(sconvolta)
Tu mi hai creato!
Io non sapevo.
Credevo fosse un gioco.
Una prova. Una sorpresa.
Ho esitato. Ma la curiosità...
Era più forte.
ZEUS
La curiosità è ciò che vi rende vivi.
E fragili.
E splendidi.
PANDORA
(dura)
E condannati.
ZEUS
(serio)
Senza quei mali, non avreste mai conosciuto il coraggio.
Senza la paura… nessuno saprebbe cosa sia un abbraccio.
Senza la morte… la vita vi sembrerebbe un sonno eterno.
PANDORA
(pausa, poi furente)
E allora perché mi sento colpevole?
Perché li sento sulle spalle, tutti quei lamenti?
Ogni notte li sento bussare sotto la pelle.
Come se fossero nati da me.
ZEUS
(piano)
Perché lo sono.
PANDORA
(rabbiosa)
Tu mi hai mandato sulla terra!
Tu mi hai dato il vaso!
Tu hai fabbricato ogni mia parte.
Persino le lacrime.
ZEUS
Eppure hai scelto tu quando aprirlo.
Ti ho dato la chiave.
Non la mano.
PANDORA
(respiro profondo, poi più piano)
Allora dillo…
Dillo che volevi punirli.
Che non era un dono.
Era un castigo.
ZEUS
Gli uomini avevano rubato il fuoco.
Credevano di essere dèi.
Dovevano ricordare di essere carne.
PANDORA
E io?
Io cosa sono?
ZEUS
Tu sei ciò che resta, quando il vaso è vuoto.
PANDORA
(trema)
No. Non è vuoto.
Alla fine...
ho visto una piccola luce.
Una sola cosa è rimasta giù.
Che non è fuggita come gli altri.
Che si è rannicchiata in fondo.
Come se avesse paura anche lei.
ZEUS
(annuisce, senza sorpresa)
La Speranza.
PANDORA
(incerta)
L’hai lasciata tu?
ZEUS
No.
Lei si è lasciata.
Nessuno la costringe.
Lei resta… se vuole.
VOCI NEL VENTO
Io sono la Paura...
...io la Guerra...
...la Menzogna...
...la Fame...
...la Solitudine...
(Ombre attraversano brevemente lo spazio, sfocate, deformi. Alcune ridono, altre sussurrano, una piange come un bambino. Le voci si sovrappongono, poi svaniscono. Resta solo il silenzio.)
(Una brezza lieve. Una figura si materializza lentamente, come fatta di nebbia chiara e respiro. È la SPERANZA. Scalza, veste leggera, occhi immensi.)
SPERANZA
(sussurrando)
Non sono fuggita.
Non ancora.
PANDORA
(si volta di scatto)
Tu...
Sei tu.
La voce che sentivo nel fondo.
Come un canto sommerso.
SPERANZA
Sono ciò che resta
quando tutto il resto è scappato.
Non conforto. Non certezza.
Solo possibilità.
ZEUS
(in silenzio, guarda. Non interviene più.)
PANDORA
Perché sei rimasta?
SPERANZA
Perché qualcuno potrebbe cercarmi.
E se nessuno apre più il vaso...
chi mi troverà?
PANDORA
(piano, con dolore)
Io ti ho lasciata lì.
Chiusa nel fondo.
Tra i cocci.
Per ultima.
SPERANZA
Ma mi hai vista.
E questo basta.
PANDORA
Se ti lascio andare…
tornerai?
SPERANZA
Dipende dagli uomini.
E da te.
Io non guarisco.
Io tengo in piedi.
(SPERANZA si avvicina al vaso. Lo sfiora. Una lieve luce ne esce. Poi si ferma davanti a Pandora.)
SPERANZA
(sottovoce)
Portami con te.
Non nel vaso.
Nel cuore.
(SPERANZA se ne va lentamente. Resta una scia di luce nell’aria.)
ZEUS
(piano)
Il vaso è stato aperto.
Ma non è finita.
PANDORA
(guardando il vaso, poi il cielo)
Forse... è così che si nasce.
Non dal fango.
Ma dal rimorso.
E da ciò che decidiamo di tenere.
ZEUS
(Deciso e fermo)
Un giorno vi accorgerete che il male è uscito.
Ma la speranza...
...era rimasta ad aspettare voi.
(Buio lento)
Sipario
FINE