Parole: LIBERTÁ, SCELTA, CORAGGIO

Poesia
LA LIBERTÀ
La libertà è un dono prezioso
che fa sentire davvero orgoglioso.
Senza ordini, senza paura,
puoi vivere una vita pura.

La libertà è come la rondine:
non perdere l’abitudine
di librarti veloce nel cielo.
Inseguila, con volontà e zelo.

La libertà è come il fiume in piena
che scorre senza freni e senza pena.
Si muove con forza e con passione:
vivila, con tutta la tua ragione.

Non ti devi arrendere,
tutto può succedere.
Affrancati dalle catene:
puoi solo fare il tuo bene.

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Dialogo

UNA STANZA, TRE VERITÀ
Uno scontro generazionale fatto di amore, paura e desideri che cercano spazio.
Martina ha diciassette anni e un sogno: disegnare, creare, scegliere da sola la propria strada.
Cesare, suo padre, teme per il futuro, ma non è sordo: solo spaventato.
Lucia, madre ed ex ballerina, conosce il peso delle rinunce e la forza silenziosa dei ricordi.
In una sera qualunque, in un salotto qualunque, ognuno di loro dirà la sua verità.
E alla fine, forse, sarà proprio l’ascolto il gesto più rivoluzionario.

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Ecco il dialogo tratto dalla mia poesia "La Libertà" è una scena familiare intensa e sincera, in cui una figlia rivendica il diritto di scegliere la propria strada, tra paure, affetto e verità condivise.

Titolo: “Una stanza Tre Verità”


Personaggi:
MARTINA (17 anni) – figlia, creativa, determinata
CESARE (50 anni) – padre, razionale, protettivo
LUCIA (48 anni) – madre, ex ballerina, sensibile

Scena. Salotto. Sera.

CESARE
Ancora lì con i tuoi disegni?

MARTINA
Sì.

CESARE
Oggi ho parlato con Stefano.
Suo figlio ha già fatto l’iscrizione per Economia.
Dice che ci sono un sacco di opportunità.
Anche tu potresti iniziare a pensarci, no?

MARTINA
No.

CESARE
No?

MARTINA
Non è quella la strada che voglio.

CESARE
E quindi?

MARTINA
Voglio iscrivermi all’Accademia di Belle Arti.

CESARE
Belle Arti.
Martina, dai… vuoi farmi credere che disegnare sia un piano di vita?

MARTINA
Non è un piano.
È quello che sono.
Quello che sento.

CESARE
Quello che senti… non paga l’affitto.
Non ti dà un futuro.
Io parlo per te, non per me.

MARTINA
Ma il futuro deve piacere a me, papà.
Io ci devo vivere.
Io ci devo entrare ogni mattina.
E se non c’è quello che amo…
per me non è vita, è sopravvivenza.

CESARE
Ti sembra un discorso maturo questo?
Sai quanti ragazzi inseguono sogni
e poi finiscono con un lavoro che odiano?
Io voglio evitarti delusioni, capisci?

MARTINA
Ma io voglio rischiare!
È questo che tu non capisci!
Voglio metterci la faccia, le mani, il cuore.
Se fallisco, sarà stato mio, non imposto.

LUCIA
Quando avevo vent’anni danzavo a Parigi.
Era il mio sogno da sempre…

CESARE
E l’hai lasciato.
Hai fatto una scelta.
E non te ne sei mai pentita.

LUCIA
No, non me ne sono mai pentita.
Ho scelto te, e una vita stabile.
Ho preferito l’amore… e una casa vera,
invece di una valigia e degli hotel.
Ma a volte, quando sento un violino,
o vedo una giovane danzare…
sento qualcosa pizzicare dentro.
E penso a quella parte di me che è rimasta sul palco.

MARTINA
Hai fatto la tua scelta, mamma.
Ora voglio fare la mia.

Ho scritto qualcosa.
Solo quattro versi.
Li posso leggere?

MARTINA
“La libertà è come un fiume in piena
che scorre senza freni e senza pena.
Si muove con forza e con passione:
vivila, con tutta la tua ragione.”

MARTINA
Non voglio la libertà come premio.
La voglio come punto di partenza.

MARTINA
E questo… è il mio disegno.
Il tema è: la libertà.

CESARE
Martina… è bellissimo.
Non ti nascondo che ho paura, sai.
Ma peggio sarebbe impedirti di essere ciò che sei.

LUCIA
Allora accompagnala, Cesare.
Con tutto l’amore che hai.

CESARE
Sì.
Allora vai.
Con tutta te stessa.
Ma prometti che, se diventi famosa,
mi fai un ritratto decente.

MARTINA
Con le rughe o senza?

CESARE
Con.
Almeno sembrerò saggio.

MARTINA
Va bene…
Ma solo se mi lasci scegliere i colori.
Anche la saggezza, papà, ha bisogno di un po’ di luce.

LUCIA
E tu, Cesare… sorridi.
Stai guardando la cosa più bella che abbiamo fatto insieme.

FINE