Parole: SCUSA – PERDONO – GENTILEZZA
Dialogo
SCUSA, LA PAROLA DIMENTICATA
Su una panchina, due bambini si ritrovano dopo un litigio e scoprono che dire “scusa” può curare più di quanto immaginano. Le parole scivolate, le prese in giro, i silenzi feriti si trasformano in racconti sinceri, in piccole confessioni quotidiane. Si capisce che non è la grandezza del gesto a contare, ma il coraggio di riconoscerlo. Un fiore offerto, uno sguardo nuovo, un perdono dato con il cuore. E perfino un colibrì sembra unirsi al momento, come simbolo leggero di qualcosa che torna. Perché finché ci sarà qualcuno capace di chiedere scusa, la gentilezza non smetterà di volare.

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Ecco il dialogo dove, su una panchina qualunque, due bambini riscoprono la parola “scusa” e, tra piccoli torti, silenzi e perdoni sinceri, scoprono che basta dirla per far tornare vivo il cuore.
Titolo: “Scusa, la Parola Dimenticata”
Personaggi:
LAURA – sensibile, diretta, ha la dignità ferita ma il cuore aperto
LUCA – impulsivo, sincero, impara a riconoscere i propri errori
VOCE NARRANTE – calda e profonda, accompagna la scena come un pensiero gentile
(Luce naturale, calda. Cinguettii in sottofondo. Una panchina al centro. La Voce Narrante apre, mentre cala il silenzio.)
VOCE NARRANTE
C'era una volta… anzi, fino a ieri,
una parola gentile che tutti conoscevano:
“Scusa.”
Era piccola, ma potente.
Oggi però… sembra svanita.
I bambini la usano sempre meno.
E senza di lei, anche il perdono si sente un po’ solo.
(Esce)
(LUCE sulla panchina. Laura è seduta da sola, guarda per terra. Luca entra, un po’ timido. Si avvicina.)
LUCA
Ehi… Laura? Posso sedermi?
LAURA (senza guardarlo)
Fai come vuoi.
LUCA (si siede, esitante)
Io… volevo dirti una cosa.
Cioè, chiederti… scusa.
LAURA (lo guarda ora, sorpresa)
Per ieri?
LUCA
Sì.
Non dovevo dire che il tuo disegno era da bimbetta.
Era una cattiveria. E nemmeno vera.
LAURA
Ci sono rimasta male.
L’avevo fatto con impegno. E mi era pure piaciuto.
LUCA
Lo so. Mi dispiace.
A volte parlo prima di pensare.
LAURA
Be’, ti sei ricordato oggi.
Allora ti perdono.
(Pausa. Si guardano più sereni.)
LUCA
Sai che ormai quasi nessuno chiede più scusa?
LAURA
È vero.
L’altro giorno, a mensa…
una ragazzina, Serena, ha detto a Martina in fila:
“Spostati, sembri un cinghiale.”
E tutti a ridere.
Martina si è zittita. Ma si vedeva che ci era rimasta malissimo.
LUCA
Terribile…
Anche Andrea, in classe, ha preso in giro Simone perché balbetta.
Ha iniziato a imitarlo davanti a tutti.
Ridevano pure quelli che non volevano.
E nessuno gli ha chiesto scusa.
LAURA
Sai… io pure ho sbagliato.
L’altro giorno mamma mi diceva di sistemare la cameretta.
Io stavo facendo altro e le ho urlato:
“Non mi seccare!”
Lei non ha detto niente…
Ma si era capito che ci era rimasta male.
Dopo un po’, però… sono andata da lei e le ho chiesto scusa.
Mi ha stretto in un abbraccio che non finiva più.
LUCA
Mi è successa una cosa simile con il mio fratellino.
Avevo costruito un modellino di aeroplano con papà.
Era bellissimo. L’avevamo fatto insieme, con pazienza.
Lui l’ha preso senza chiedere… e l’ha rotto.
LAURA
Oh no…
LUCA
E sai che mi ha detto?
“Così impari a lasciarlo in giro.”
Nessun “scusa”, nessun “mi dispiace”.
Solo quello.
Io ero furioso. Ma lui non capiva.
LAURA
I fratellini sono così… piccoli e pieni di confusione.
Ma forse hanno bisogno di sentirlo dire da noi, “scusa”, per impararlo davvero.
(LUCA sorride. Si china e raccoglie una margherita ai piedi della panchina. La porge a LAURA.)
LUCA
Questa è per te.
Per farmi perdonare ancora di più.
LAURA (prendendo il fiore con dolcezza)
Allora… grazie. E scusa accettata, ufficialmente.
(Silenzio tenero. All’improvviso un colibrì dai colori vivaci entra in scena e si posa sulle gambe di LAURA. I due lo guardano stupiti.)
LAURA
Guarda che colori… sembra disegnato!
LUCA
Forse vuole chiedere scusa anche lui, per tutti quelli che non lo fanno.
(I due restano a guardarlo, meravigliati e curiosi.)
(Si abbassano lentamente le luci. Rientra la Voce Narrante.)
VOCE NARRANTE
A volte, una parola dimenticata
ritorna con un fiore, con uno sguardo… o con le ali.
E finché ci sarà qualcuno capace di dire “scusa”,
la gentilezza non morirà mai.
Perché dove c’è scusa… c’è anche perdono.
E insieme, tornano a far vivere il cuore.
(Sipario.)
FINE