Dialogo
IL CERCHIO DELL'INCLUSIONE
Un sogno condiviso all’alba diventa possibilità reale due corpi ancora tra le coperte e un cerchio di animali tutti diversi che convivono senza giudizi ognuno con la propria voce postura paura ritmo e nessuno da correggere nessuno da cambiare solo spazio per essere così come si è il cerchio si apre si stringe ma non si rompe mai e tra chi ascolta davvero nasce l’inclusione quella vera che comincia piano in un letto nel silenzio tra due che si scelgono ancora.

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Ecco il dialogo in cui un sogno diventa visione possibile un cerchio di animali diversi che non esclude nessuno accende all’alba tra due amanti l’idea che anche tra gli esseri umani si possa creare uno spazio fatto solo di ascolto e accoglienza.
Titolo: “Il Cerchio dell'Inclusione”
Personaggi:
MARITO – curioso, sensibile, capace di stupirsi ancora.
MOGLIE – attenta, ironica, con uno sguardo che accoglie.
(Mattina presto. Luce tenue. Un letto disfatto. I due ancora tra le coperte.)br>
MARITO
(sta svegliandosi, guarda il soffitto)
Stanotte ho sognato qualcosa di… strano.
Ma bello.
Uno di quei sogni che ti si incastrano dentro.
Come se non fosse solo un sogno.
MOGLIE
(ancora assonnata, sorride)
Mh… racconta. Magari me lo ricordo anch’io.
Di che parlava?
MARITO
C’era un bosco. Immenso. Silenzioso ma pieno.
E in mezzo… un cerchio.
Un cerchio di animali.
Tutti diversi. Tutti lì. Nessuno escluso.
MOGLIE
Animali?
Tipo fiaba?
MARITO
No. Più… vero.
C’era il lupo, con il passo sicuro e l’ombra lunga.
MOGLIE
Di quelli che da svegli chiamiamo “pericolosi”.
MARITO
C’era la tartaruga, lenta ma ostinata.
MOGLIE
Da noi chi arriva tardi non lo aspetta nessuno.
MARITO
Il colibrì, piccolo, frenetico, rideva con le ali.
MOGLIE
Quelli così li chiamiamo “troppo”. Troppo vivaci, troppo rumorosi.
MARITO
Il pipistrello, tutto in ombra, ma presente.
MOGLIE
Noi gli diremmo: “Esci, sorridi, mostra chi sei”.
MARITO
Il corvo, che parlava con il silenzio.
MOGLIE
E noi a insistere: “Parla! Di’ qualcosa!”. Sempre.
MARITO
C’era la giraffa, che vedeva lontano ma inciampava vicino.
MOGLIE
Troppo distratta, diremmo. Con la testa fra le nuvole.
MARITO
La formica, invece, tutta concentrata sul qui e ora.
MOGLIE
E noi a dirle: “Alza la testa! Guarda il futuro!”.
MARITO
Il camaleonte, che cambiava colore per paura.
MOGLIE
Lo accuseremmo di non essere mai se stesso.
MARITO
Il leone, forte fuori ma fragile dentro.
MOGLIE
E noi: “Sii forte. Sii uomo.”
MARITO
C’era anche la rana, piccola, goffa, con un canto stonato
ma che faceva vibrare le foglie.
MOGLIE
Che avremmo zittito, prima di ascoltarla davvero.
MARITO
Il fenicottero, in bilico, tutto strano.
MOGLIE
Uno che “non si adatta”.
MARITO
Il cavallo selvaggio, libero. Non voleva redini.
MOGLIE
Lo avremmo chiamato ribelle. E cercato di domarlo.
MARITO
E la pecora nera. Sì, c’era anche lei.
E nessuno, dico nessuno, la faceva sentire sbagliata.
MOGLIE
Noi invece la mettiamo sempre ai margini. Anche a tavola.
Perfino nelle foto di famiglia, la spostiamo di lato.
MARITO
C’erano il serpente e la volpe.
E nessuno diceva: “Attento, potrebbe tradire”
o “È troppo furba, meglio non fidarsi”.
MOGLIE
Da noi, quelli così li marchiamo a vita.
MARITO
Il gufo, che parlava solo di notte.
La iena, che rideva anche mentre tremava.
L’aquila, che non guardava tutti dall’alto.
Volava con rispetto.
MOGLIE
Di superbi il mondo è pieno.
E certo non è facile volare alti come aquile
quando si è circondati da tacchini.
MARITO
E poi…
Il delfino.
Anche senza mare, sorrideva. Era lì.
MOGLIE
Un delfino? Nel bosco?
Sarebbe stato “fuori posto”.
Ma forse solo per noi.
MARITO
Nel cerchio, nessuno era di troppo.
Si apriva per chi arrivava tardi.
Si stringeva per chi tremava.
Ma non si rompeva mai.
Non c’erano giudizi.
Solo ascolto. Solo spazio.
MOGLIE
E se noi provassimo a farlo davvero?
A creare un cerchio così, anche piccolo?
Qui. Tra noi. Con chi conosciamo.
MARITO
Bisognerebbe smettere di chiedere “perché sei così?”.
E cominciare a dire: “Vieni. Siediti. Raccontami chi sei.”
MOGLIE
Sembra un sogno impossibile.
MARITO
Sì. Ma vedi…
Se un cerchio così può esistere in un sogno,
può cominciare anche in un letto, all’alba,
con due che si ascoltano.
MOGLIE
Allora raccontamelo ancora.
Questo sogno.
Fallo restare sveglio con noi.
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Ecco la rielaborazione adatta ai bambini del dialogo. Dove i due protagonisti sono gli stessi bambini.
Titolo: “Il Cerchio dell'Inclusione”
Personaggi:
LUCA – 8 anni, curioso, sensibile
EMMA – 7 anni, timida ma attenta agli altri
(Mattina presto. Le coperte sono arruffate. I due bambini sono ancora nel letto.)
LUCA
(stiracchiandosi e guardando il soffitto)
Stanotte ho fatto un sogno davvero strano… ma bello, come quei sogni che non vorresti più dimenticare.
EMMA
(ansimando, a occhi semi-chiusi)
Raccontamelo. Magari lo ricordo anch’io… di cosa parlava?
LUCA
C’era un bosco enorme, che sembrava fatto apposta per accogliere chiunque.
E al centro… c’era un cerchio.
Un cerchio pieno di animali tutti diversi, nessuno escluso.
EMMA
Animali? Sembrava una favola?
LUCA
No, era più vero di qualsiasi fiaba.
C’erano il lupo, con il passo sicuro.
La tartaruga, lenta ma determinata.
Il colibrì che rideva con le ali.
Il pipistrello, invisibile ma presente.
Il corvo, che parlava col silenzio…
EMMA
E nessuno veniva escluso?
LUCA
Nessuno.
C’era la giraffa distratta, la formica caparbia,
il camaleonte timido che cambiava colore,
il leone forte fuori ma fragile dentro,
la rana che cantava stonata,
il fenicottero strano ma in equilibrio,
il cavallo selvaggio e libero,
la pecora nera che non si sentiva mai sbagliata.
Anche il serpente e la volpe erano lì,
e nessuno diceva: “Attento, è furbo” o “non fidarti”.
EMMA
Se fossimo stati lì, noi diremmo agli altri:
“Sei importante, resta con noi”.
LUCA
Hai capito bene.
Nessun giudizio. Solo ascolto. Solo spazio.
EMMA
Anche per chi arriva tardi, anche per chi è diverso.
LUCA
Sì.
Si stringeva per chi tremava,
si apriva per chi arrivava,
ma non si rompeva mai.
EMMA
E a noi… cosa serve?
LUCA
Creare un cerchio anche qui.
Con chi conosciamo.
Qui. Adesso.
EMMA
Smettiamo di chiedere: “Perché sei così?”
E iniziamo con: “Vieni, siediti, raccontami di te”.
LUCA
(sorride felice)
Può sembrare impossibile…
ma se esiste in un sogno,
può cominciare anche in un letto, all’alba,
con due che si ascoltano.
EMMA
(abbraccia Luca, chiude gli occhi dolcemente)
Raccontamelo ancora. Questo sogno.
Fai in modo che resti sveglio con noi.
FINE